Negli otto mesi di permanenza all’uni ho individuato, tra i corridoi e i sedili della corriera, alcuni personaggi a tratti interessanti e a tratti insopportabili ma comunque degni di nota.Il primo è il giocatore di briscola. Di questa specie sono riuscita a esaminare ogni mossa dato che uno dei veterani prende sempre la mia corriera.Il giocatore di briscola è solitamente uno studente fuori corso, di età superiore ai 25 anni impegnato comunque a educare i suoi discepoli più giovani per quando, un giorno, i genitori decideranno di non mantenerlo più.Guai a chiamarlo nullafacente!Infatti, egli arriva ogni mattina prima delle nove per prendere i posti migliori nei tavoloni del corridoio principale. Solitamente ripone quattro quadernoni per tenere il posto anche ai suoi compagni di gioco e poi va a fare colazione per iniziare bene la dura giornata!Dopo il cappuccino e la brioche, il giocatore e i ritrovati compari, si recano ai loro posti, mettono nelle cartelle semivuote i quaderni e i libri usati per occupare il posto e tirano fuori una scatoletta in cui ci sono loro: le carte da briscola!Le partite sono ardue, durano ore e sono accompagnate da sonori commenti in dialetto uniti, anziché da congiunzioni, da bestemmie spesso fantasiose.Le partite sono interrotte dalla pausa spritz, dalla pausa pranzo, dalla pausa gelato, dalla pausa granita,dalla pausa giro-per-l’uni-per-vedere-fighe,…Durante queste pause il branco di giocatori rimette i quadernoni sui tavoli per evitare che i loro antagonisti, ovvero gli studenti-che-almeno-cercano-di-laurearsi, prendano il loro posto.Ogni tanto i giocatori si dedicano ad altre attività come fare castelli di carte oppure andare in aula computer a sfruttare l’adsl. Il computer solitamente viene usato per gareggiare con i video-giochi (il giocatore e molto competitivo!) oppure per guardare film “mai visti in tv negli ultimi dieci anni” come Fantozzi o quelli con Bud Spencer e Terence Hill esprimendone il consenso con sonore risate.Il giocatore passa le giornate in università, tanto che la madre parlando con le amiche dirà ”lè tant un bun fantat…a studia dut il dì…colpa dei professors…” (mi scuso per gli errori!!è giusto per dare l’idea….) .La sera torna a casa dopo le sei, durante il tragitto si consulta con il compare di turno raccontandogli le volte che ha vinto, le volte che ha sbagliato a buttare, le risate che si è fatto guardando “Fantozzi contro tutti”.Probabilmente la sera arriverà a casa e cenerà con la sua adorata mamma che, nonostante l’evidente stempiatura, lo considera ancora il suo bimbo tanto bravo che studia all’università tutto il giorno, dalla mattina alla sera, dal lunedì al venerdì, spesso anche durante le pause fra un periodo e l’altro…

